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Licenziamento: quale rito applicabile? La corte di appello di Milano, nella sentenza n. 1897/19 dell’8 gennaio, fa un attimo il punto su una questione assai complessa relativa all’individuazione del rito applicabile in caso di un licenziamento e alle possibilità di conversione del rito del licenziamento da parte del giudice. Partiamo analizzando la massima: Il ricorso per l’impugnazione del licenziamento depositato tempestivamente ma dichiarato inammissibile per ragioni connesse al rito prescelto è idoneo ad impedire la decadenza prevista dall’art. 6, c. 2,...

Nullità del verbale di conciliazione: quali casi Quando si può considerare nullo un verbale di conciliazione anche se sottoscritto in sede sindacale dal lavoratore? Anzitutto è nullo un verbale di conciliazione in sede sindacale se il lavoratore non è adeguatamente assistito dal conciliatore. Orbene, si ricorda in prima battuta che l’assistenza delle OO.SS. al lavoratore è, ai sensi dell’art. 411 c.p.c., condizione di validità di ogni transazione: tanto più che la Cassazione, con sentenza 24024/2013, ha confermato l’impugnabilità di rinunzie e...

Quando si configura lo straining sul luogo di lavoro? Con la sentenza n. 31485 del 5 dicembre 2018 la corte di cassazione è intervenuta sul tema dello straining definendo quali siano i presupposti di sua configuarabilità, quale situazione lavorativa stressogena imputabile al datore di lavoro. Nel caso in esame il dipendente era stato licenziato per motivo oggettivo dopo un trasferimento di ramo di azienda e proponeva causa avverso il licenziamento. Contestualmente, il ricorrente lamentava la violazione da parte del datore di lavoro dell’art....

Somministrazione di lavoro a termine: si cumula con il contratto a termine per i limiti di durata? Come noto, le discipline di legge sui contratti di lavoro a tempo determinato e sulla somministrazione di lavoro sono state più volte modificate nel corso del tempo. In ogni caso, tutte le varie discipline su contratto a termine e somministrazione di lavoro che sono intervenute hanno sempre stabilito un limite temporale massimo di durata, che dapprima era stabilito in 36 mesi e più di recente...

Permessi legge 104 anche per attività non direttamente assistenziali Il 27 novembre 2018, con ordinanza n. 30676 la corte di cassazione ha affermato che non integra infrazione disciplinare il fatto che nelle giornate in cui gode il permesso per assistenza a persona con handicap in situazione di gravità, riconosciuto dall’art. 33, c. 3, l. 104/92, dedica comunque il proprio tempo ad attività riconducibili in senso lato al concetto di assistenza, non potendo essere, quest’ultimo, in senso restrittivo, limitatamente all’attività di accudimento. L’ordinanza...